Riccardo Aldighieri: “Ogni passo è una conquista”

Un giovane influencer italiano che porta avanti una grande campagna di sensibilizzazione attraverso la sua disabilità

Riccardo Aldighieri è un giovane Influencer italiano, noto per la sua capacità di sensibilizzare il pubblico riguardo alla disabilità. Nato con una paralisi cerebrale infantile, ha trasformato quello che molti considerano un limite in un punto di forza, affrontando ogni sfida con determinazione. Il suo motto, “Ogni passo è una conquista”, rappresenta non solo la sua battaglia personale, ma anche un messaggio di speranza per tutte le persone che vivono situazioni simili.

Attraverso i suoi canali social, come TikTok e Instagram, Riccardo Aldighieri condivide momenti della sua quotidianità, mostrando che è possibile vivere una vita piena e soddisfacente nonostante le difficoltà. Ha raccontato di aver subito pregiudizi e discriminazioni, ma con il tempo ha imparato a far diventare la sua disabilità un motivo di orgoglio. Per Riccardo, il supporto della sua famiglia e dei suoi amici è stato fondamentale per affrontare le sfide della vita.

Oggi, Riccardo Aldighieri è anche autore e stilista, continuando a ispirare una vasta community di follower, con l’obiettivo di abbattere stereotipi e diffondere un messaggio di inclusività e rispetto per la diversità. E’ qui con noi e ha gentilmente risposto ad alcune domande:

L’intervista a Riccardo Aldighieri

La tua disabilità ha rappresentato una sfida importante nella tua vita. Come sei riuscito a trasformarla in una forza e a farne un punto di partenza per ispirare gli altri?

Sono riuscito a rendere una disabilità un punto di forza quando ho capito che vivendola così la vita sarebbe stata sicuramente più leggera, allegra e colorata e avrebbe avrebbe potuto sensibilizzare tantissimo anche gli altri non soltanto i ragazzi con disabilità, ma le altre persone aventi nella vita difficoltà di vario genere di modo da magari guardando me poterle superare al meglio. Tutto questo è nato più o meno negli anni delle superiori.

Hai spesso parlato dell’importanza di non arrendersi mai e di continuare a fare progressi. C’è stato un momento in cui hai pensato di mollare tutto? Cosa ti ha spinto a non farlo?

Allora diciamo che sarei poco sincero se non ammettessi che tutti i giorni c’è quel momento in cui vorresti un attimo mollare tutto perché non è assolutamente semplice a volte trovarsi davanti a problematiche o ostacoli più grandi di noi però mi dà la forza di non farlo il fatto che se mollassi non potrai mai mai vincere perché solo continuando a provare che si ha la possibilità anche remota di vincere ma se smettessimo di provare appunto sarebbe impossibile vincere quindi tanto vale continuare. 

Come è cambiata la tua percezione di Riccardo Aldighieri su se stesso e sulla disabilità da quando è diventato un Influencer?

La mia percezione di disabilità è cambiata totalmente da quando faccio questo lavoro di content creator perché è diventata anche il mio marchio, quindi ovviamente ho imparato ad amarla di più smettendo anche di vergognarmi di tutte quelle che erano le parti ta tabù, diciamo perché quando le mostrò al pubblico, molto spesso sono proprio le parti che tendono a essere più rilevanti e a sensibilizzare di più, riuscendo ad essere d’aiuto anche alle altre persone, per superare ostacoli e problematiche.

Nel corso della tua carriera social, hai affrontato diversi episodi di discriminazione. Qual è stato il momento più difficile e come sei riuscito a superarlo?

Diciamo che io sono sui social ormai da 10 anni perché ho iniziato a postare il video con Facebook e quindi all’inizio è stato proprio più difficile quello in cui era bersagliato dalle critiche. All’epoca c’era questo social questa piattaforma maledetta trask in cui tutti potevano dire tutto quello che volevano in forma anonima, e con me all’inizio erano molto cattivi perché appunto potevano coprirsi dietro l’anonimo proprio in quel periodo.

Perciò, nel 2014/2015 ho pensato di mollare tutto per una settimana sono stato senza social totalmente disintossicarmi dal male che mi stavano facendo dal malessere che appunto si stava riversando su di me e anche però poi ho capito che se può stare davvero quello che volevo fare, la mia vocazione e il mio grande desiderio così facendo l’avrei data vinta agli Haters, così sono tornato immediatamente sui social adesso per fortunali Haters sono una minima percentuale rispetto alle persone che mi amano mi supportano e mi vogliono bene anche questa è la  mia forza più grande.

Hai parlato del supporto della tua famiglia e dei tuoi amici come di un pilastro fondamentale nella tua vita. Quanto è stato importante per te avere persone vicine che credono in te?

Avere persone intorno a me, con me che credono in me in quello che voglio fare è fondamentale perché è la benzina che dà carburante al motore, spero di continuare a realizzare e creare e a ideare.

Hai accompagnato una ragazza disabile al ballo del liceo quando i suoi amici si sono rifiutati. Quali emozioni hai provato in quel momento e quanto è importante per te aiutare gli altri in situazioni simili?

Mi ha contattato la mamma di una ragazza un paio d’anni fa dicendomi che le sue compagne di classe non volevano andare alla festa di fine anno con lei, perché avrebbero dovuto farle da babysitter in discoteca. Questa ragazza mi seguiva molto la mamma quando ha saputo che la ragazza. aveva una fortissima venerazione nei miei confronti era una fan a tutti gli effetti ha provato a contattarmi.

Non si spettavano mia risposta. Io oltre a rispondere ho deciso di accompagnarla in prima persona a questa festa facendole fare intanto un figurone davanti a tutti i compagni, perché l’ho portata  a conoscere l’artista della serata che nessuno altro avrebbe potuto farlo e soprattutto gli ho fatto vivere una serata di spensieratezza e divertimento, dimenticandosi della della sua disabilità, quindi assieme al mio gruppo di amici siamo andati a sorpresa a prenderla e quando mi ha visto è stata una delle emozioni più toccanti che abbia provato in quel periodo. Mi ha proprio dato la forza, la  spinta e supporto di continuare a fare tutto quello che  sto facendo.

La tua community online è cresciuta tantissimo. Come riesci a mantenere un rapporto autentico con chi ti segue, nonostante il numero sempre crescente di follower?

Se riesci a mantenere un rapporto autentico e diretto con i followers è proprio tramite i contenuti che si postano, secondo me il contenuto deve essere proprio per tutti deve arrivare a tutti e concedere anche a chi magari non riesce ad avere la tua risposta per molti logistici e troppi messaggi di sentirsi comunque parte di qualcosa di grande e anche di sentirsi autore di questo avvenimento di questo cambiamento di questo progresso che sto facendo, quindi io cerco sempre che il mio messaggio sia universale e diretto a tutti e alla porta di tutti.

Qual è il messaggio principale che vuoi trasmettere con i tuoi contenuti sui social media?

Il messaggio principale che voglio trasmettere con i miei contenuti sono  rendi la tua debolezza il tuo punto di forza e smettere di vergognartene perché può essere veramente una risorsa preziosa che può cambiarti la vita come è stato nel mio caso ed è anche il mio motto in realtà.

C’è un progetto o un sogno particolare che speri di realizzare nei prossimi anni?

Un sogno grandissimo che ho è raccontare la mia storia anche in TV e nel grande schermo, perché possa arrivare ancora a più persone e soprattutto dare un’area di cambiamento, quello che è il mondo della disabilità totalmente.

Cosa ti piacerebbe cambiare nella società in termini di percezione della disabilità e inclusività?

Sono ancora tante cose che si possono fare la prima e l’abbattimento di certe barriere architettoniche che sia strutturali che purtroppo sono ancora molte sia nell’accessibilità ai servizi quindi semplicemente sono le barriere architettoniche perché le barriere mentali ci sono ancora ma devo dire che proprio anche grazie a noi e qua in primis lo dico fortissimo perché nei primi anni in cui ho cominciato questo lavoro in cui non c’era ancora questo fenomeno dei content creator che sensibilizzano la disabilità, c’era molta più cattiveria c’era molta più ignoranza c’era molta più inconsapevolezza sulla disabilità invece per barriere mentali secondo me c’è ancora  tanto da fare però stiamo facendo tutti quanti un bel lavoro.

beatricegiussani.com
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